Archivio per marzo 2013 | Pagina di archivio mensile

Categoria: Cultura e società

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san francesco

Tommaso da Celano nella seconda biografia dedicata a Francesco, che «Mentre il santo, rifuggendo come era sua abitudine dalla vista e dalla compagnia degli uomini, si trovava in un eremo, un falco che aveva lì il suo nido strinse con lui un solenne patto di amicizia. Ogni notte col canto e col rumore preannunciava l’ora in cui il Santo era solito svegliarsi per le lodi divine. Cosa graditissima, perché con la grande premura che dimostrava nei suoi riguardi, riusciva a scuotere da lui ogni ritardo di pigrizia. Quando poi il santo era indebolito più del solito da qualche malattia, il falco si mostrava riguardoso e non dava così presto il segnale del risveglio. Ma, come fosse istruito da Dio, solo verso il mattino faceva risuonare con tocco leggero la campana della sua voce. Non è meraviglia se le altre creature veneravano chi più di tutti amava il Signore» (cap. 127,168).

Categoria: Libri, poesie e prosa

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copertina fiabe e leggende di errico

C’era una volta… la fiaba. Si raccontano ancora le fiabe ai bambini? Si dice, oggi, che i bambini siano “nativi digitali” per via della loro precoce propensione a smanettare su tastiere e joystick di ogni tipo. I bambini nati negli anni del boom economico, cioè della diffusione di apparecchiature elettriche quali soprattutto radio, telefono e televisione, possono essere definiti “nativi telematici”, mentre tutti quelli delle generazioni precedenti si possono definire “nativi fabulativi”. Per questi ultimi, il mondo virtuale non era il prodotto di un oggetto tecnicamente avanzato posto fuori dalla mente e fruito in modo passivo, perché già dato, preconfezionato, bensì il frutto di un movimento soggettivo del pensiero sollecitato dagli stimoli di un adulto narratore che prefigurava mondi immaginari, reali o derivati dalla fantasia; situazioni ideali, drammatiche o mostruose, tutte generalmente con lieto fine.

Categoria: Cultura e società

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Tommaso Campanella

Avevo da poco ultimato la prima stesura del romanzo “La scatola dei sogni”. Ero soddisfatto per l’impostazione data: il periodare mi sembrava scorrevole, coinvolgente e di buon gusto, così come la trama, sempre appesa a un filo di incertezza, di appassionante attesa e di piacevole invito alla lettura, ma non mi convinceva la parte finale. C’era qualcosa che mi suggeriva di ritoccare l’ultimo capitolo, in cui il protagonista princi­pale si toglie la vita per non assistere impotente alle violenze e alle sopraffazioni della classe sociale “dominante”. Non potevo chiudere il romanzo rivolgendo un messaggio negativo ai lettori: sarebbe stato controproducente e diseducativo. Telefonai all’amico fraterno Maurizio Nocera, con il quale condivido da alcuni anni i pensieri di vita, e lo pregai di fornirmi qualche opportuno consiglio. La sua fu una risposta immediata e istintiva.

Consulta il filosofo Tommaso Campanella e, in particolar modo, leggi attentamente la sua opera principale, «La Città del Sole». In essa scoprirai i migliori suggerimenti”.