Archivio per agosto 2013 | Pagina di archivio mensile

Categoria: Tradizioni e costumi popolari

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Chiesa_santuario_Madonna_di_Costantinopoli_Marittima

Ieri sera, il piccolo Andrea è tornato nella casetta al mare dei nonni. Nonostante sia trascorso quasi un anno dalla sua precedente venuta, ha subito dimostrato di trovarsi a suo agio. L’arrivo è stato immancabilmente avvertito dal micio grigio, già suo compagno di giochi durante il precedente appuntamento estivo nel Salento; bimbo e gatto, ora hanno entrambi una stagione in più, ma l’intesa tra loro appare sempre identica. Al primo risveglio, Andrea, invece di pensare alla colazione, si è immediatamente diretto nella pinetina, attratto da un rumore monotono e assordante, che, probabilmente, doveva riecheggiargli nella mente sulla scia dei pregressi soggiorni. “Che cosa è questo suono o canto?”, mi ha domandato di getto e, da parte mia: “Andrea, sono le cicale, che non fanno altro che cantare, disinteressandosi completamente di tutto il resto, in certo qual modo astenendosi pure dal mangiare. Se  ne stanno lì a frinire, incominciando al  sorgere del sole e proseguendo fino a notte fonda. Però, tale abitudine non deve giovare molto alla loro salute, tanto che, a un certo punto, le amiche canterine si esauriscono, riducendosi a larve trasparenti e svuotate, sui tronchi e sui rami degli alberi rimangono solo delle minuscole carcasse giallastre”.

Categoria: Interviste e opinioni

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scuola digitale

Con parole semplici e chiare: perché occorre impegnarsi nella discussione su scuola e digitale e ritenere che la questione tocchi l’intera collettività, non solo il mondo dell’educazione? La prima ragione è questa: manca buona informazione, informazione indipendente, informazione qualificata e riflessiva. Se dovessi scegliere tra i meriti di Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati indicherei senz’altro l’attitudine sperimentale adottata dall’autore. Mi spiego. Il dibattito su scuola, lettura e digitale è non di rado caratterizzato, in Italia, da rigide contrapposizioni e militanze facinorose. Occorrono tenacia, abilità e coraggio per rifiutare ex ante posizioni dogmatiche. Per proporre una terza via. L’acritico sostegno istituzionale all’introduzione del digitale nelle scuole ha creato precipitosi entusiasmi e chiusure irriflessive. L’ex ministro del MIUR con delega all’innovazione, Francesco Profumo, è sembrato iscrivere le politiche educative nelle politiche pro-digitale, negando tout court autonomia alle dimensioni pedagogiche. A suo dire, l’introduzione di lavagne digitali e tablet avrebbe sanato i tanti problemi della scuola italiana, procurando a piccoli e adolescenti una rapida e prodigiosa alfabetizzazione.

Categoria: Tradizioni e costumi popolari

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Acquaviva-di-Marittima

Verso il tramonto, con la calura un tantino attenuatasi, il nonno Rocco e il nipotino Andrea decidono di compiere una camminata a piedi per le vie di Marittima, che il piccolo non ha mai percorso. Ovviamente, ci sono numerosi incontri con persone del posto e da me ben conosciute. Mi piace soffermarmi sul primo, ossia quello con  G., abitante, da sempre, nell’Ariacorte, ossia il rione in cui è nato e vissuto sino a diciannove anni il ragazzo di ieri autore delle presenti righe. Immediata e automatica la sua domanda: “Chi è questo bel bambino? Come ti chiami?”. Parimenti pronta e senza esitazione la risposta di Andrea, il quale spiega anche, alla compaesana, di essere figlio di Pierpaolo, noto a G. da quando aveva la stessa età di Andrea. Osserva, quindi, scherzosamente, G., di non aver, al contrario, mai veduto il nonno accompagnatore nella passeggiata. Quando, nella realtà, altro che lo conosce e le è familiare, giacché hanno trascorso insieme tutta l’infanzia, la fanciullezza e l’adolescenza, in stretto contatto.

Categoria: Libri, poesie e prosa

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copertina la lucina

L’incanto, nell’ultimo libro di Antonio Moresco avvolge anche il dolore e l’ostilità della natura. Un incanto doloroso, che dà corpo a un tempo sospeso. Un uomo vive solo, unico abitante di un borgo di montagna. Avanza in una realtà in cui le sole tracce di umanità sono così lontane da non fare rumore, avanza nell’«enorme solitudine vegetale». Lo sguardo registra, le parole interrogano gli animali. È la natura, l’unico vero Altro: una natura meravigliosa e insopportabile, che invade, avvinghia e copre di nero le strade. La natura nel suo accadere incessante e inevitabile, il creato che non è creato: materia, cellule. Lo smarrimento di senso non si fa invettiva: «Dove posso andare per non vedere più questo scempio, questa irreparabile e cieca torsione che hanno chiamato vita?». Non vi è posto per ragioni ultime, e le domande osservano quel che non si riesce a spiegare, senza lasciare spazio alcuno al desiderio incalzante che anima lo stupore che aspetta risposte.