Archivio per febbraio 2014 | Pagina di archivio mensile

Categoria: Cultura e società

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scuola italiana

La fine del 2013 ha lasciato all’anno nuovo, tra le tante dubbie eredità, un “Appello per le scienze umane” scritto da Asor Rosa, Esposito e Galli della Loggia1: un Appello a suo modo esemplare dello stato di un’Accademia che tiene i suoi anni al giunzaglio. Volendolo sintetizzare, questo appello denuncia «la crisi verticale che investe l’intero retaggio culturale italiano, di cui la tradizione umanistica è parte fondante», lo stato di abbandono dell’istruzione scolastica e la deriva tecnicistica dell’insegnamento, esemplificata nelle procedure di valutazione quantitativa; la conseguenza più grave del declino delle humaniora rispetto agli studi tecnico-economici sarebbe la «crisi del “politico” che è oggi uno dei problemi più urgenti che abbiamo di fronte», «perché in Italia il politico è stato costituito alle sue radici proprio da quel sapere» umanistico. Se le parole hanno un senso e il linguaggio non è mai neutrale, qualcosa vorrà dire se l’incipit di questo Appello è una excusatio non petita introdotta da una litote – «Forse non è inutile partire da una considerazione che riguarda gli autori di questo testo» –, figura retorica che Pasolini considerava propria di quei “borghesi bocciofili in doppio petto” che erano i dirigenti delle sezioni del PCI nel ’68.