Categoria: Interviste e opinioni

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Gustavo Pietropolli Charmet

Gustavo Pietropolli Charmet è uno psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, ha insegnato Psicologia dinamica all’Università di Milano-Bicocca e oggi presiede il “Minotauro”, un istituto che si occupa dell’analisi dei codici affettivi. L’ultimo suo libro, uscito in questi giorni s’intitola, La paura di essere brutti. Gli adolescenti e il corpo (Cortina Editore). Un grande clinico, uno dei massimi studiosi dell’età evolutiva. Subito dopo le elezioni di febbraio c’eravamo rivolti a lui per capire cosa era successo, in particolare per comprendere le ragioni profonde del successo della lista di Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle. Pietropolli Charmet aveva descritto il cambiamento avvenuto nella società italiana rispetto alla figura paterna, parlando del nuovo adolescente, fragile e spavaldo, com’è il titolo di un suo libro. Ne era emerso così il ritratto contradditorio e originale della “generazione 5 Stelle”.

Le tabacchine

Apr
2013
23

Categoria: Storia salentina

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tabacchine 7

Alle ore 7.00 in punto di ogni giorno feriale, la sirena della “fabbrica” dei tabacchi chiamava a raccolta le tabacchine, giunte sul posto di lavoro almeno un quarto d’ora prima. Molte erano del luogo, ma altre venivano da paesi vicini… a piedi, ovviamente, qualsiasi fossero le condizioni meteorologiche. Non erano poche le volte che, per coprire i tre-quattro chilometri di strada, si imbattessero in un improvviso e inopportuno temporale, che le sorprendeva senza concedere loro alcuno scampo. Un albero fronzuto o un trullo disabitato le riparava per pochi minuti. Poi, appena smetteva di piovere, riprendevano la strada, aumentando l’andatura per recuperare il tempo perso. Erano fortunate quelle che raggiungevano il posto di lavoro utilizzando un carro coperto o, negli ultimi tempi, un pullman della Sud-Est.

Lu Ditteriu

Apr
2013
01

Categoria: Tradizioni e costumi popolari

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E ora di pranzo!

L’agricoltura è stata sempre la forza trainante del nostro Salento. Si coltivavano l’ulivo, la vite, gli agrumi, gli ortaggi, il cotone, il tabacco, i cereali e via discorrendo. Qualsiasi tipo di coltura si adattava bene a questa terra, dotata di un clima abbastanza mite. Si esportava l’olio, il vino, la patata galatina, la cicoria galatina, il pomodoro galatina. Ogni pezzetto di terreno era coltivato e sfruttato dai nostri contadini; non vedevi, come puoi vedere tutt’oggi, vaste aree incolte e masserie dirute. Ogni zolla era dissodata anche tra i sassi, con il sudore dei contadini che scorreva lento lento tra le infinite rughe dei loro volti bruciati dal sole. Erano i nostri contadini che dettavano i tempi della coltivazione, della preparazione dei semenzai, della semina e dei raccolti. Erano loro che, forti della loro esperienza, stabilivano se un terreno fosse idoneo a questa o a quell’altra coltura. Erano dei veri e propri “dottori in agraria” o, come li definisco io, i “filosofi della terra”. Certo, non ci hanno lasciato scritto alcun trattato, ma ci hanno trasmesso, in eredità, la loro esperienza e ci hanno tramandato, di generazione in generazione, una miriade di dittèri, di proverbi, che manifestano la loro grandissima competenza in materia.

Categoria: Cultura e società

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san francesco

Tommaso da Celano nella seconda biografia dedicata a Francesco, che «Mentre il santo, rifuggendo come era sua abitudine dalla vista e dalla compagnia degli uomini, si trovava in un eremo, un falco che aveva lì il suo nido strinse con lui un solenne patto di amicizia. Ogni notte col canto e col rumore preannunciava l’ora in cui il Santo era solito svegliarsi per le lodi divine. Cosa graditissima, perché con la grande premura che dimostrava nei suoi riguardi, riusciva a scuotere da lui ogni ritardo di pigrizia. Quando poi il santo era indebolito più del solito da qualche malattia, il falco si mostrava riguardoso e non dava così presto il segnale del risveglio. Ma, come fosse istruito da Dio, solo verso il mattino faceva risuonare con tocco leggero la campana della sua voce. Non è meraviglia se le altre creature veneravano chi più di tutti amava il Signore» (cap. 127,168).

Categoria: Libri, poesie e prosa

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copertina fiabe e leggende di errico

C’era una volta… la fiaba. Si raccontano ancora le fiabe ai bambini? Si dice, oggi, che i bambini siano “nativi digitali” per via della loro precoce propensione a smanettare su tastiere e joystick di ogni tipo. I bambini nati negli anni del boom economico, cioè della diffusione di apparecchiature elettriche quali soprattutto radio, telefono e televisione, possono essere definiti “nativi telematici”, mentre tutti quelli delle generazioni precedenti si possono definire “nativi fabulativi”. Per questi ultimi, il mondo virtuale non era il prodotto di un oggetto tecnicamente avanzato posto fuori dalla mente e fruito in modo passivo, perché già dato, preconfezionato, bensì il frutto di un movimento soggettivo del pensiero sollecitato dagli stimoli di un adulto narratore che prefigurava mondi immaginari, reali o derivati dalla fantasia; situazioni ideali, drammatiche o mostruose, tutte generalmente con lieto fine.

Categoria: Cultura e società

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Tommaso Campanella

Avevo da poco ultimato la prima stesura del romanzo “La scatola dei sogni”. Ero soddisfatto per l’impostazione data: il periodare mi sembrava scorrevole, coinvolgente e di buon gusto, così come la trama, sempre appesa a un filo di incertezza, di appassionante attesa e di piacevole invito alla lettura, ma non mi convinceva la parte finale. C’era qualcosa che mi suggeriva di ritoccare l’ultimo capitolo, in cui il protagonista princi­pale si toglie la vita per non assistere impotente alle violenze e alle sopraffazioni della classe sociale “dominante”. Non potevo chiudere il romanzo rivolgendo un messaggio negativo ai lettori: sarebbe stato controproducente e diseducativo. Telefonai all’amico fraterno Maurizio Nocera, con il quale condivido da alcuni anni i pensieri di vita, e lo pregai di fornirmi qualche opportuno consiglio. La sua fu una risposta immediata e istintiva.

Consulta il filosofo Tommaso Campanella e, in particolar modo, leggi attentamente la sua opera principale, «La Città del Sole». In essa scoprirai i migliori suggerimenti”.